Asociali

05.02.2021

Nel tempo, ahimé, mi é capitato di notare che molte belle persone, sensibili, cortesi, non invadenti, si sono trovate da essere sole. 

Comprendo queste persone, che sono considerate reiette dalla massa, che invece pensa solo allo stare con gli altri come stampella alle proprie insicurezze o come forma di sfruttamento. 

Molte belle persone non riescono proprio ad attuarsi al modo di vivere "civile".
Sul piano della vita ordinaria i rapporti fondamentalmente si fondano sulla forza, il potere e lo sfruttamento. La cooperazione e la fratellanza sono obiettivi ancora lontani nel tempo, di cui per adesso si intravedono solamente i primi timidi bagliori. 

La politica dell' "equilibrio del potere" é ancora dominante sia tra individui che a livello nazionale. La diplomazia serve a mascherare semplicemente il desiderio di dominio e di arricchimento a spese dell'altro. 

Larga parte degli uomini agisce ancora verso il bene solo se minacciata o costretta, non per amore del bene stesso. Il denaro é ancora venerato come un Dio, e non come una semplice energia creativa. 

Ciascuno di noi viene influenzato da questo modo di intendere i rapporti e da qui nasce il senso di solitudine. La vita in occidente é attualmente una lotta contro tutto e tutti. É riconosciuto socialmente solo chi possiede denaro e domina sul prossimo. Persino molti genitori sono contro i propri figli e li disapprovano continuamente perché questi non riescono a raggiungere i traguardi imposti da loro. 

Come si fa a non sentirsi soli in una condizione del genere?
Essere sani adesso implica in molti casi essere asociali.

In molte zone dell'Africa la parola solitudine non esiste nemmeno. Non esiste nel lessico di molte nazioni africane la parola solitudine perché nessuno si sente solo. Questa è una verità. In certi luoghi sei aiutato e considerato parte della società chiunque tu sia. In occidente il male della solitudine é ciò che uccide di più. E a farne le spese sono nella maggior parte dei casi i migliori, quelli che non si adeguano al sistema. 

Arriverà il giorno in cui i grandi "asociali" di oggi saranno considerati normali e gli altri malati. 

Ciò non avverrà in questa generazione, ma quando succederà noi saremo ancora qui, forse sotto altra forma. 

Il mio consiglio è di non sentirvi asociali o diversi, ma di vedere le cose per come stanno. Ci sono altre persone come voi, ricordatelo.