La Rabbia

01.11.2016

La rabbia è uno dei problemi peggiori che affliggono l'umanità. Solamente in uno stato di rabbia è possibile compiere omicidi, violenze e nefandezze di ogni genere.

La rabbia è in grado di rovinare amicizie, un rapporto di coppia ben colladudato, pochi momenti di rabbia sono in grado di mandare all'aria anni di amore. La rabbia rovina la fiducia, essa è una malattia, e come tale va debellata.

Se ci arrabbiamo pesantemente con qualcuno e lo aggrediamo, in lui resterà un solco, un dispiacere, una sottile mancanza di fiducia nei nostri confronti si insinuerà dentro il suo essere. 

La rabbia è in grado di fare questo. Le scuse non risolveranno del tutto la questione: se una persona tira un cazzotto ad un altra e poi le chiede scusa, il dolore del cazzotto continuerà a rimanere, e la paura inconscia di prendersene un'altro idem. Le scuse servono e sono fondamentali, ma nella maggior parte dei casi insufficienti. Occorre saggezza e una mente discriminante per non provare un sottile rancore inconscio dopo una litigata rabbiosa, attributi che ancora molti non posseggono.

La rabbia ci rende animali ed è probabilmente la malattia più pericolosa del genere umano. Gli iracondi sono pericolosi come il fuoco.

Per comprendere la rabbia dobbiamo indagarne le cause. La rabbia è figlia della paura. Ogni volta che ci arrabbiamo è perchè temiamo qualcosa. La paura, quindi, è la progenitrice di questo infausto demone. Per rendersene conto basta osservare gli animali: quando hanno paura diventano aggressivi. All'uomo succede la stessa cosa, quando ha paura di qualcosa diventa aggressivo.

E le paure dell'uomo sono molte, così tante che per elencarle tutte ci vorrebbe un libro intero. Paura di perdere la fama, paura di non essere all'altezza, paura dell'ignoto, paura per la propria incolumità, paura di essere traditi... tutta questa paura genera un infinità di violenza, che altro non è che l'espressione della rabbia.

Viviamo in un mondo di gente violenta solamente perchè ha paura. Ogni volta che ci arrabbiamo dovremmo comprendere due cose:

a. le conseguenze della nostra rabbia, in molti casi, non sono estinguibili. Se tiriamo un freccia nel cuore di qualcuno, quella freccia lo ucciderà. Sono in pochi coloro in grado di perdonare del tutto chi si comporta malamente con loro 

b. La rabbia ci divora e ci trattiene in un senso di colpa inconscio molto profondo, difficile da risolvere

A questo punto subentra un problema. La rabbia, se non viene espressa, ci avvelena. È troppo potente per tenerla dentro. Inoltre quest'ultima cerca sempre un' espressione al di fuori di noi. Non dobbiamo cadere nella sua trappola, e farci trasportare da lei, anche se quest'impresa è difficile, specialmente all'inizio.

Dunque, ricapitolando: abbiamo un bisogno fisiologico di esprimere la rabbia, ma se lo facciamo aggredendo qualcuno creiamo guai molto seri. Non possiamo controllare quest'emozione, non possiamo reprimerla, e allora come facciamo?

La cosa da fare, e l'unica possibile, è la seguente: trasformare l'aggressività rabbiosa, in assertività

Possiamo usare l'energia della rabbia in modo costruttivo, non possiamo ne dobbiamo eliminarla. La rabbia può solo essere trasformata. Che significa assertività? Significa saper imporre se stessi, farsi rispettare, senza aggredire l'altro. Farsi valere senza essere aggressivi. In questa maniera useremo la rabbia esclusivamente per farci rispettare. 

Se reputiamo che qualcuno ci stia facendo un torto, portiamo subito la consapevolezza sull'emozione della rabbia che sta nascendo. A quel punto, iniziamo ad usarla consapevolmente. Diciamo con energia, per esempio: "Io mi sento ferito dal tuo comportamento, non penso che sia giusto comportarsi così in questa maniera. Confido sul fatto che questa cosa non succeda più". Diciamo semplicemente quello che pensiamo, con sincerità, ma senza aggredire. 

Non dobbiamo aggredire chi abbiamo di fronte. Dobbiamo solamente fargli presente con energia quello di cui abbiamo bisogno. La rabbia, trasformata in forza, ci sarà d'aiuto. Se il nostro partner o capo di lavoro ci colpisce o ci aggredisce, e noi ci risentiamo, usiamo la rabbia per difenderci, trasformiamola in assertività. La cosa fondamentale è non aggredire. In un secondo tempo, dovremmo poi capire quale paura si nasconde dietro il nostro atteggiamento rabbioso, o quello di chi abbiamo di fronte.

Dobbiamo meditare bene. Intuitivamente, se ci arrabbiamo con consapevolezza e diventiamo assertivi, capiremo se la nostra energia è impiegata bene o male. In molte occasioni (non tutte però), comprenderemo se la nostra energia guerriera è utilizzata in modo costruttivo, ovvero per difenderci da offese altrui o comportamenti sbagliati e non amorevoli, oppure è generata da una semplice paura. In ogni caso, dovremmo chiederci sempre perchè l'altro si arrabbia con noi, e se è a causa di una sua paura, potremmo comprenderlo, perdonarlo ed anche aiutarlo. 

Se comprendiamo come mai una persona si comporta in malo modo, se capiamo quali sono le sue debolezze, ci rimarrà più facile perdonarlo.

In sintesi le cose da fare quando ci arrabbiamo sono le seguenti:

a. Portare attenzione alla rabbia quando sorge

b. Non reprimerla assolutamente, ma utilizzarla, senza aggredire l'altro, esclusivamente per far valere le nostre ragioni

c. Fermarsi dopo e meditare sul perchè ci siamo arrabbiati. È stata una mia paura a generare la mia rabbia o ho semplicemente reagito alla rabbia altrui? Se è a causa di una paura che mi sono arrabbiato, qual'è questa paura? Mi sono arrabbiato perchè ho paura che mi rompano le scatole, che parlino male di me in giro, che il mio uomo o donna preferisca un altro/a al posto mio?

d.  Assicuriamoci di non provare rancore. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo perdonare chi ci ha fatto arrabbiare. Questo non significa dare ragione a quest'ultimo, ma semplicemente accettare che lui si sia comportato in maniera non proprio opportuna con noi. Comprendere le sue debolezze ed accettarle. 

Se qualcuno si arrabbia con noi facciamo questo:

a. Se chi abbiamo di fronte ci aggredisce non diventiamo violenti come lui, trasformiamo, tramite la consapevolezza di quello che sta accadendo, la nostra rabbia di difesa in assertività. Diciamo ad esempio: "tu sei in uno stato di rabbia e mi stai facendo del male, io non voglio essere aggredito/a da te, per cui interrompo adesso la discussione e non ti permetto di farlo. Riparleremo quando la rabbia sarà scomparsa"

Se ci arrabbiamo per un comportamento scorretto che è avvenuto nei nostri confronti nel passato e durante il quale noi siamo stati in silenzio, facciamo, invece, questo:

a. non teniamoci dentro nessun tipo di risentimento. Meditiamo bene sulle cause della rabbia e se quest'ultima è ben motivata parliamo bene con chi ci ha trattato male. Non arrabbiamoci con lui, ma utilizziamo, come al solito, assertività (rabbia consapevolmente utilizzata per far valere le proprie ragioni senza aggredire l'altro). Se costui non vorrà starci a sentire lasciamolo perdere, tagliamo i legami con lui. È semplicemente una persona chiusa e poco amorevole, una persona che è meglio perdere che trovare. Con l'uso consapevole del pensiero ed emanando amore, avvicineremo persone molto migliori. Non dobbiamo dipendere da persone ottuse.

Ricordiamoci che la disposizione amorevole nei confronti del prossimo è fondamentale, dobbiamo capire che chi abbiamo di fronte ha le sue debolezze e lezioni animiche da apprendere. Inoltre, rispondere alla rabbia con la rabbia non fa altro che alimentare il fuoco dell'odio in questo pianeta. Tutti rispondono alla rabbia con la rabbia, e alla fine si vive sempre in una pietosa condizione d'odio e risentimento.