Ricchezza

17.07.2020

In questo periodo di forte crisi e contrazione dei mercati, si parla spesso, e giustamente, di denaro e di ricchezza, e dei metodi per ottenerla. 

Vorrei spendere due parole a riguardo.

La ricchezza, e non ho potuto fare a meno di notarlo tramite i miei clienti, è in primis un fatto psicologico.

Nel tempo si sono rivolte a me molto persone che avevano problemi di denaro e altre invece molto ricche.

La cosa fondamentale che ho notato é che una persona è in grado di arricchirsi proporzionalmente ai suoi sentimenti di degnità ed al condizionamento ricevuto durante l'infanzia circa il denaro.

Se non ti senti degno di essere ricco perchè la tua autostima é bassa, se sei stato rifiutato dalla tua famiglia, se pensi di non valere, il tuo subconscio nella maggior parte dei casi tenderà a farti liberare dal denaro, che percepisce come un peso perchè immeritato. 

A dimostrazione di questo ci sono le statistiche riguardanti le persone che si sono arricchite per puro "caso" o per per colpi di fortuna, come coloro che hanno ottenuto grosse vincite all' Enalotto o alla lotteria. Si è notato come la maggior parte di essi spendesse tutto il patrimonio acquisito nel giro di pochissimo tempo, e si ritrovasse nelle stesse condizioni economiche di prima. 

È vero che esistono anche individui con poca autostima che sono molto ricche, tuttavia se si va a studiare i loro casi particolari ci si accorge che in famiglia hanno ricevuto condizionamenti positivi riguardo il denaro e che sono spesso figli di gente benestante: nella maggioranza dei casi costoro credono inconsciamente che vivere nella prosperità sia una cosa normalissima e che far soldi è qualcosa di facile.

Un' altra tipologia di persone, molto numerosa, che ho incontrato è quella che ha subito condizionamenti circa "il male" inerente ai soldi, ovvero che pensano che il denaro sia qualcosa di sporco. 

A volte i genitori litigavano per questo motivo, a volte il condizionamento era derivato da credenze religiose, molto stesso era ereditato dalle idee scorrette dei parenti sull'argomento. Il che si traduce, come negli altri casi, nel non accettare inconsciamente grandi somme di denaro.

Tutto questo mi permette di enunciare una legge psicologica sul denaro che è la seguente: un uomo guadagna solamente quello che la sua psiche gli permette di fare.

In altre parole, quanto si permette di guadagnare un uomo è in primis un fatto psicologico.

Il condizionamento alla povertà nella nostra società è fortissimo, ed essa esiste effettivamente.

Si viene continuamente influenzati a ragionare in termini di perenne crisi: occorre lavorare a stipendi sempre più bassi perchè c'è la crisi, il denaro manca, la povertà incalza, non c è lavoro.

Il fatto è che, come tutti sapete, vi è una piccola percentuale del genere umano che è sempre più ricca, e che sfrutta l'idea della povertà per imporsi sempre di più, generando nuovi schiavi. Loro non ragionano in termini di crisi e povertà, ma, condizionando tutti a pensare in tale maniera, ottengono come risultato quello di avere manodopera a basso costo e schiavi deprivati dei diritti fondamentali.

Credete veramente che se una persona fosse stata condizionata a pensare in termini di ricchezza, queste poche persone deterrebbero tutto il patrimonio ed il potere che hanno ora?

Se quando nascessi ti insegnassero che il denaro é una cosa buona che aiuta le persone a star bene, a costruire un mondo migliore, che più ne fai più sei bravo perchè ti mette in grado di aiutare gli altri, che é facile farlo se lo desideri e hai volontà e desiderio di metterti in gioco, credete che questi pochi individui avrebbero potuto tenere in stato di semi-schiavitù e paura tutte queste persone?

Come al solito, la paura é utilizzata per imporre il dominio.